Realtà Virtuale
Il sito www.ipnosinaturalistica.it potrebbe utilizzare Cookie tecnici per garantire la corretta navigazione nelle pagine del sito, per maggiori informazioni consultate l’Informativa Policy Privacy.
La realtà Virtuale rappresenta oggi un importante strumento di esposizione ed elaborazione di patologie psicologiche varie.  Ho una Masterclass di Psicologia Digitale e sono abilitato all’utilizzo di software di IDEGO per la pratica clinica. Attraverso l’uso di un caschetto virtuale, organizzato con mascherine usa e getta e disinfettanti applicati sullo strumento per ogni singolo uso, nel rispetto dell'igiene del paziente, e insieme a due controller nelle mani, si affrontano condizioni espositive come: - la fobia dell’altezza - ACROFOBIA - fobia degli spazi aperti - AGORAFOBIA - fobia di volare in aereo -AEROFOBIA - fobia degli spazi chiusi (stanza, bunker, cantina, grotta, ascensore, risonanza magnetica, bagno pubblico ecc) - CLAUSTROFOBIA - paura di parlare in pubblico - GLOSSOFOBIA - ansia sociale - paura di affrontare un esame,parlare ad una interrogazione in classe, colloquio di lavoro, paura dell’estraneo - fobia degli insetti - ENTOMOFOBIA - fobia degli animali (cane, gatto, serpente) - ZOOFOBIA - ansia generalizzata - ansia per il dentista - ODONTOFOBIA, per fare un intervento - TOMOFOBIA, per fare le analisi del sangue - AGOFOBIA - ansia per la risonanza magnetica  - CLAUSTROFOBIA - gestione delle proprie emozioni - paura di guidare la macchina -AMAXOFOBIA - ed altre elaborazioni di condizioni stressanti Nel mio intervento clinico, quando con l’ipnosi ericksoniana vengono risolte le sintomatologie, e raggiunti gli obiettivi terapeutici, mi potrei trovare (come talvolta è accaduto) che mi viene detto ad esempio: Dottore sì...non ho più l’ansia o gli attacchi di panico! Ma adesso chi ci sale sull’aereo? Chi prende la macchina? Non sono sicuro/a di riuscire anche se sto meglio! Questo mi ha portato spesso a riflettere che, come ultimo ed importante passaggio, prima di dimettere un paziente da un percorso sarebbe quello di “far testare” a egli stesso i livelli di sicurezza raggiunti. La realtà Virtuale pertanto rappresenterebbe proprio tale conferma Questo accade perché la mente in una realtà immersiva quale è quella di un visore “prende per buono” tutto ciò che viene trasmesso dalla retina degli occhi dopo un margine temporale. Quello che accade in terapia è che il paziente, prima di indossare il casco, viene addestrato alla visione della scena attraverso un processo di condizionamento graduale e correttivo prima con l’utilizzo di un tablet, poi successivamente , direttamente con il visore e con i controller di movimento. Il paziente, in base al diverso lavoro e agli obiettivi prefissati viene supportato, guidato e monitorato continuamente su un monitor da remoto. Durante la proiezione interattiva della scena il paziente può muoversi, camminare, agire attraverso dei piccoli compiti che rendono il lavoro più interessante e funzionale e infine comunicare le proprie condizioni e vissuti attraverso scale di valutazione monitorate relativamente agli obiettivi terapeutici. Infine, oltre alle specifiche condizioni patologiche la realtà virtuale può essere utilizzata per gestire il controllo del proprio corpo, della propria autostima e per gestire le proprie emozioni ed è uno strumento molto valido perché nel mio caso utilizzo software professionali di IDEGO progettati e convalidati per la psicoterapia.